SindacatoFials.it banner
SindacatoFials.it
   Home  |   Chi Siamo  |   Servizi  |   Contattaci  
Segnala questo sito
 
 Provincia
 Home
 Chi Siamo
 Primo Piano
 E.C.M.
 Contattaci
 Canali
 Legislazione
 Forum
 FIALS SMS
 

FIALS Provincia di  Cremona
email: segr_cremona@fials.net

Mucca pazza torna a far paura donna in fin di vita a Livorno       by Admin

FIRENZE - E' in condizioni disperate per il morbo della mucca pazza. Livornese, 42 anni, mamma di una bambina di quattro. E' ricoverata all'hospice della città toscana, per cure che possono essere ormai, per lei, soltanto palliative. Perché la diagnosi "sospetta variante bovina della sindrome di Creutzfeldt-Jakob" è di quelle che non lascia vie d'uscita. Il caso è noto all'istituto superiore di Sanità, informato nell'ottobre del 2009 dal Besta di Milano.

E' infatti al centro neurologico milanese che la donna si era rivolta: da tempo non si sentiva bene, soffriva di vertigini, difficoltà nei movimenti della braccia e delle gambe. Visite, controlli, esami. Si era rivolta ad alcuni specialisti in Toscana e uno nel referto aveva ipotizzato proprio la variante umana della mucca pazza dal momento che l'altra, la Creutzfeld-Jakob "classica", colpisce di solito persone più in là negli anni. Dieci giorni di ricovero al Besta sotto la guida del neuropatologo Fabrizio Tagliavini, esperto di malattie da prioni, e tutti gli esami - a cominciare dalla biopsia alle tonsille - hanno confermato le ombre.

Il peggioramento è stato progressivo. Ora la donna si trova all'hospice dove riceve la visita di amici e parenti: "Non c'è nessun pericolo di contagio - spiega suor Costanza Galli, oncologa, primario della struttura livornese - non so dire se riesca a comunicare con i familiari, ma a volte basta un battito di ciglia, o un segno quasi impercettibile".

Non è possibile nemmeno sapere quando sia venuta a contatto con il prione che ha provocato la malattia: si ipotizza alla fine degli Anni Novanta, i tempi di incubazione sono incerti e lunghi, anche oltre i dieci anni. Si sa che la paziente è stata all'estero, ma per brevi soggiorni di vacanza. La certezza di essere davanti al secondo caso italiano di "mucca pazza" - la prima vittima, nel 2003 fu una studentessa siciliana di 27 anni - la scienza può averlo soltanto dopo l'autopsia. Adesso parla di "probabile sindrome di variante Creutzfeld-Jakob".

Il ministero della Salute assicura, assieme a quello del Lavoro e dell'Agricoltura che le attuali "misure normative e di gestione vigenti in Italia, siano idonee a garantire la sicurezza degli allevamenti". Il divieto di utilizzo delle farine di carne per l'alimentazione dei bovini è in vigore dal dicembre 2000 e la donna toscana dovrebbe aver contratto l'infezione precedentemente. "Bisogna evitare allarmismi inutili e dannosi" raccomanda la Cia, Confederazione italiana agricoltori: "Il caso di Livorno è isolato. I controlli sono ferrei e funzionano, la carne italiana è sicura".

Parere condiviso dalla Coldiretti che sottolinea come l'infezione da mucca pazza (morbo Bse) sia "scomparsa da anni dagli allevamenti italiani per le misure adottate per far fronte all'emergenza come il monitoraggio degli animali macellati sopra i 30 mesi, il divieto dell'uso delle farine animali nell'alimentazione del bestiame e l'eliminazione degli organi a rischio Bse dalla catena alimentare. Ma soprattutto con l'introduzione, a partire dal 2002, di un sistema obbligatorio di etichettatura". Quest'ultimo consente con un codice di identificazione, di conoscere l'origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, macellazione e sezionamento.



Visualizza tutte le news   Cerca un termine nelle news   Leggi le news più recenti   Le 10 notizie più lette    Invia questa notizia ad un amico   Versione stampabile     Letta 122 volte

Notizia precedente
"Lazio, in autunno il taglio di 2500 posti letto"

Notizia successiva
Sanità Lazio, tagli e rivoluzioni: scontro sui decreti della Polverini


Forum 
Iscriviti Newsletter 
Riceverai notizie sui Tuoi Diritti e Tutte le novità contrattuali e Legislative
Siti Provinciali 


Copyright © 2000-2003 Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità Regione Lombardia.
Email: clicca qui per inviare un messaggio   Note legali